Il Carnilivaruni camastrese: quando il paese sapeva fare squadra

In un articolo pubblicato l’8 febbraio, Ci divertivano e del resto non ci importava nulla, ho ricordato l’atmosfera di quegli anni e lo spirito con cui si vivevano le iniziative del paese. Era un tempo in cui partecipare significava soprattutto stare insieme, condividere idee e dare una mano dove serviva.

È proprio in quel contesto che nasce il Carnilivaruni camastrese. Non un modello importato, ma una tradizione nata tra le strade di Camastra. Una festa costruita passo dopo passo grazie all’impegno diretto di tanti giovani camastresi — e non solo — che decisero di mettersi in gioco per creare qualcosa di loro.

L’intuizione che diede vita alla festa

L’idea fu del compianto Bartolo Tesè, che riuscì a coinvolgere numerosi ragazzi e ragazze del paese. Attorno a quell’intuizione si creò spontaneamente un gruppo di lavoro fatto di entusiasmo e collaborazione.

Non c’erano divisioni né ruoli rigidi: ognuno contribuiva con ciò che sapeva fare.
Chi progettava i carri, chi lavorava la cartapesta, chi si occupava delle strutture, chi dipingeva, chi organizzava la musica.

Con mezzi limitati ma con grande determinazione, prese forma una festa fatta di:

  • carri allegorici
  • maschere e costumi
  • musica e spettacolo
  • partecipazione popolare

Ma soprattutto prese forma uno spirito di comunità. Non c’erano interessi personali o protagonismi: si lavorava insieme per regalare al paese un momento di aggregazione.

Le serate nei garage e nelle strade

Chi ha vissuto quegli anni ricorda bene l’atmosfera che precedeva la festa.

Le serate dedicate alla preparazione dei carri erano quasi un rituale collettivo:
cartapesta, vernici, martelli e strutture di ferro occupavano garage e spazi lungo le strade. Le idee prendevano forma lentamente, tra prove, errori e risate.

Ognuno dava quello che poteva:

  • tempo
  • competenze
  • entusiasmo

Ed era proprio questo il vero motore del Carnilivaruni. Per molti camastresi, quelle settimane di preparazione restano tra i momenti più vivi della vita sociale del paese.

Un paese che sapeva fare comunità

Il Carnilivaruni non era l’unica iniziativa di quegli anni. Camastra viveva una stagione ricca di attività culturali, sportive e sociali che coinvolgevano tanti giovani.

Il paese aveva più o meno le stesse dimensioni di oggi.
Ciò che era diverso era soprattutto il senso di appartenenza e la disponibilità a collaborare per un obiettivo comune.

Che fosse il Carnilivaruni o un’altra iniziativa, il principio era sempre lo stesso: fare squadra.

Il Carnilivaruni di oggi

Da un paio d’anni il Carnilivaruni è tornato a vivere, con l’intento di recuperare una pagina significativa della storia e delle tradizioni di Camastra.

Tuttavia la formula attuale è diversa da quella di allora.
Oggi si tratta soprattutto di una sfilata di carri provenienti da altri paesi, come Palma di Montechiaro, Ravanusa o Licata.

In pratica si ospita un prodotto realizzato altrove, non costruito dai camastresi. E così viene meno, almeno in parte, quella fase di preparazione collettiva che rappresentava il cuore della festa.

Un esempio di ciò che possiamo fare insieme

Il Carnilivaruni camastrese resta comunque una testimonianza concreta di ciò che una piccola comunità può realizzare quando decide di collaborare.

La domanda, oggi, è semplice:
quello spirito deve restare soltanto un ricordo oppure può tornare a far parte della vita di Camastra?

Forse la risposta sta proprio nella capacità di riscoprirsi concittadini prima che avversari, al di là delle bandiere.

Il Carnilivaruni camastrese non è solo un ricordo: è la dimostrazione di ciò che possiamo costruire insieme. Sta a noi far sì che quel senso di comunità torni a vivere tra le strade di Camastra.

Un ricordo in video

Per concludere, condivido un breve filmato del Carnilivaruni Camastrese del 1992, gentilmente fornitomi a suo tempo da Angela Morgante.

La qualità delle immagini non è delle migliori, ma è sufficiente per comprendere — soprattutto per chi non ha vissuto quegli anni — cosa rappresentasse davvero il Carnilivaruni per Camastra e per i camastresi.

La foto in evidenza dell’articolo, che ritrae Bartolo Tesè durante una premiazione,invece, è stata condivisa da Angela Dispinzeri nella bacheca del gruppo Facebook “Camastra (AG)”. Io mi sono limitato a migliorarne dettagli, colori e dimensioni.

Un mio personale ringraziamento a entrambe.

- / 5
Grazie per aver votato!